Il Pinot Bianco dei 40 anni di Mirabella

Per celebrare i 40 anni della Cantina tre monovitigni vinificati in purezza saranno proposti in un cofanetto celebrativo, a tiratura limitata

Mirabella nasce nel 1979 fondata da Giacomo Cavalli e Teresio Schiavi e occupa 56 ettari, la cui età media è superiore a 22 anni. I vigneti sono posizionati nella zona centro orientale della DOCG Franciacorta e insistono su terreni morenici con ricchezza di minerali. Tutti gli ettari, sono gestiti in biologico; e Mirabella è il primo vigneto piantato dall’azienda situato sulle colline di Paderno Franciacorta. Per celebrare i 40 anni della Cantina il Pinot Bianco, lo Chardonnay e il Pinot nero, tre monovitigni vinificati in purezza, saranno proposti in un cofanetto celebrativo, a tiratura limitata. Caso particolare dell’Azienda è cheMirabella possiede l’8,71% (a 7,5 ettari) di vigneto a Pinot Bianco dell’intera denominazione, risultando quindi la prima realtà in Franciacorta per questa uva. A oggi nell’intera denominazione Franciacorta sono coltivati appena 78 ettari di Pinot Bianco. E se sato nella cuvée conferisce freschezza e semplicità che vanno ad alleggerire la pesantezza dello Chardonnay e le asperità del Pinot Nero, creando coesione e rotondità. In Franciacorta è sempre meno coltivato negli ultimi anni e la sua presenza nelle cuvée è andata via via scemando. Il Pinot Bianco, unito in cuvée con lo Chardonnay e il Pinot Nero dà vita da molti anni in Mirabella all’etichetta DØM Riserva. 

Il Pinot Bianco è un vitigno a bacca bianca che nasce come variante genetica del Pinot Nero. Il termine “pinot” in francese significa pigna, chiamato così per la caratteristica forma del grappolo costituito da acini piccoli e tutti raggruppati tra loro. A livello genetico è quasi identico al Pinot Nero da cui si distingue in modo netto solo dopo l’invaiatura. 

La sua terra d’origine è l’Alsazia, dove veniva coltivato fin dall’epoca dei Galli e dei Romani e dove attualmente concorre a formare l’AOC Alsace in purezza o in uvaggio.
In Italia è presente già dal 1700, ma per lungo tempo fu coltivato in vigneti misti insieme allo Chardonnay per via delle loro caratteristiche simili. Solo a partire dal 1985, si cominciò a distinguere in modo sistematico i due vitigni, iniziando così ad essere considerato come una varietà a sé stante. Il pinot bianco è definito “enfant terrible” perché soffre più di altri vitigni dell’instabilità climatica e territoriale. A causa della sua complessità e delicatezza è diventato un vitigno di nicchia, che richiede particolari attenzioni e cure e quindi poco coltivato. 

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