Le Soste 2018

Il maestro dei maestri, lo chef degli chef. Gualtiero Marchesi è stato un pioniere in molti campi. A cominciare proprio da quello della promozione della cultura gastronomica italiana nel mondo. Per questo ha concepito nel lontano 1982, insieme con altri cuochi (Antonio Santini, Roberto Ferrari, Geatano Martini, Andreas Hallrigh e Rinaldo Krcivoj), un’associazione e una guida mirata, con le eccellenze della cucina nostrana, Le Soste. Una guida che connette l’alta ristorazione con la cultura, appunto. A cominciare dal logo creato da un grande artista milanese, Emilio Tadini, una forchetta che si trasforma in freccia e insegna, di cui dovrebbe esistere anche una versione scultorea (si faccia avanti chi l’ha vista o chi è in grado di confermarlo).

Sono 94 i ristoranti segnalati nel volume di quest’anno con 10 new entry. Sette sono, invece, i selezionatissimi chef che operano nel mondo, proponendo ai propri clienti una “cucina italiana doc” e di eccellenza (in Lussembrugo, nel Principato di Monaco, in Russia, Slovenia, Svizzera. Ancora pochi, ma secondo Sadler nei prossimi anni potrebbero aggiungersi molti altri. Intanto le richieste per entrare a far parte dell’esclusiva associazione sono tantissime.

Con la presentazione della Guida sono stati menzionati anche i nuovi premiati e il nuovo premio voluto fortemente da Volvo, a la “Promessa per il futuro”, conquistato da una donna, Aurora Mazzucchelli, chef del Ristorante Marconi (Sasso Marconi, Bologna), già insignita di una stella Michelin nel 2008.

I 10 nuovi associati
Al Ferarut di Rivignano (UD) – Chef Alberto Tonizzo; Ca’ Vittoria di Tigliole d’Asti (AT) – Chef Massimiliano Musso; Cinque Enrico Bartolini & Le Soste @ FICO Eataly World Bologna – Chef Salvatore Amato; Dolce Stil Novo di Venaria Reale (TO) – Chef Alfredo Russo; Dolomieu Ristorante di Madonna di Campiglio (TN) – Chef Enrico Croatti; Il Falconiere di Cortona (AR) – Chef Silvia Baracchi; Il Saraceno di Cavernago (BG) – Chef Roberto Proto; La Buca di Cesenatico (FC) – Chef Stefano Bartolini; Oseleta – Villa Cordevigo di Cavaion Veronese (VR) – Chef Giuseppe D’Aquino; Seta di Milano – Chef Antonio Guida.

P.S. Peccato che il brindisi sia avvenuto con il solito mediocre prosecco.

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