
L’escalation tariffaria tra Stati Uniti e Europa sta mettendo in pericolo il settore vitivinicolo italiano. Dopo l’annuncio di dazi da parte degli Stati Uniti su acciaio e alluminio, Donald Trump ha minacciato tariffe fino al 200% sulle bevande alcoliche, colpendo in particolare lo champagne francese, ma anche il Prosecco e il Chianti italiani. Il mercato statunitense, che rappresenta circa 2 miliardi di euro di export per l’Italia, potrebbe essere gravemente danneggiato. Le aziende vitivinicole italiane, insieme alle associazioni di settore, hanno sollevato preoccupazioni, sottolineando che la perdita del mercato americano metterebbe a rischio l’intero settore.
L’Unione Europea ha risposto con una serie di possibili controdazi, che potrebbero entrare in vigore il 1° aprile, a meno che gli Stati Uniti non annullino le tariffe su acciaio e alluminio. Tuttavia, al momento non ci sono negoziati in corso. Bruxelles ha dichiarato di voler rispondere in modo proporzionato per spingere gli Stati Uniti a sedersi al tavolo delle trattative, mentre alcuni settori preferiscono cercare un dialogo senza escalation.
Trump sembra voler dividere l’Unione Europea, ma finora l’Europa ha mantenuto una posizione unitaria. Il ministro degli Esteri italiano, Antonio Tajani, ha dichiarato che una guerra commerciale non giova a nessuno, ribadendo la necessità di evitare il conflitto. In risposta alla situazione, le azioni delle grandi aziende di bevande alcoliche europee hanno subito una flessione, con l’italiana Campari che ha registrato il calo maggiore. L’incertezza economica causata dai dazi ha avuto un impatto negativo anche sui mercati finanziari globali, con Wall Street che ha visto una forte perdita. In questo contesto di incertezze, l’oro ha raggiunto nuovi massimi, considerato un bene rifugio in tempi di crisi.
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